lunedì 4 giugno 2012

I GIOCATORI CHIAVE DELL'EUROPEO


Gigi Buffon, il portierone azzurro  e della Juventus è una bandiera della nazionale allenata da Cesare Prandelli. Debutta in Nazionale maggiore a 19 anni, il 29 ottobre 1997 nella partita Russia-Italia (1-1), andata dello spareggio di qualificazione ai Mondiali 1998, nella quale dopo aver sostituito l'infortunato Gianluca Pagliuca, subisce il primo gol con un'autorete di Fabio Cannavaro,  

Iker Casillas, il portiere del Real Madrid  e capitano della Spagna ha vinto i mondiali 2010. Inizia la sua avventura in nazionale  Nell'estate del 2002 è stato l'estremo difensore titolare della Nazionale spagnola nel campionato del mondo 2002, subentrando in extremis all'infortunato Cañizares. La sua presenza è stata decisiva, in particolare nel passaggio ai quarti di finale, dopo aver battuto l'Irlanda ai calci di rigore.
 
Arjen Robben, ala e attaccante del Olanda e del Bayern Monaco  è diventato un mito per tutti i tifosi olandesi. Robben debuttò in Nazionale maggiore il 30 aprile 2003 nel corso di un'amichevole contro il Portogallo. 

Miroslav Klose, Attaccante della Lazio e della nazionale tedesca ha giocato nel Bayern Monaco totalizzando 98 presenze e 24 goal. Esordisce in nazionale maggiore  il 24 marzo 2001 contro l'Albania andando a segno dopo 17 minuti.

Steven Gerrard, è il capitano del Liverpool  da cui ci gioca dal 1987. L'esordio in Nazionale giunse al termine della stagione 1999-2000, precisamente il 31 maggio contro l'Ucraina.

Karim Benzema, il Top Player che tutte le squadre vorrebbero  arrivato al Real Madrid nel 2009 dal O. Lione.   Esordisce in Nazionale con il c.t. Domenech il 28 marzo 2007, a 19 anni, realizzando un gol al suo debutto allo Stade de France.

Andriy Shevchenko, ex giocatore del Milan e del Chelsea attualmente alla Dinamo Kiev è il più anziano dei 23 convocati del Ucraina all'Europeo 2012. Shevchenko ha esordito con l'Ucraina il 25 marzo 1995 a Zagabria nella partita Croazia-Ucraina 4-0, all'età di 18 anni e 177 giorni. Ha segnato la sua prima rete in Nazionale nel maggio 1996, in un'amichevole contro la Turchia giocata a Samsun   

Christian Wilhelmsson, ex giocatore della Roma attualmente al Al-Hilal fece  l’esordio in Nazionale maggiore nel 2001, con la quale ha giocato il campionato d’Europa 2004 in Portogallo e il citato campionato del mondo 2006 in Germania.

AMICHEVOLE:SPAGNA OK MA CHE FATICA CON LA CINA FINISCE 1-0

SPAGNA: 4-3-3: Casillas, Arbeloa, Albiol, Pique', Jordi Alba, Jesus Navas, Iniesta, Xabi Alonso, Mata, Torres, David Silva.                                       
CINA (4-2-3-1): Zeng, Zhang, Feng, Zheng, Peng, Xhao, Liu, Yu, Hao, Yu, Gao.

E' stato più difficile del previsto per la Spagna battere una Cina determinata e a sprazzi anche molto pericolosa, che si è difesa fino all’ultimo anche grazie ad un super-Zeng (il portiere della nazionale di Pechino). Il gol del giocatore del manchester City arriva infatti a soli cinque minuti dal fischio finale. Grande serata anche per Andreas Iniesta.
 PRIMO TEMPO: Contro ogni aspettativa, la prima metà di gara è piuttosto equilibrata e vede i dragoni tenere testa alle furie rosse senza troppe difficoltà. Silva scalda subito i numerosissimi tifosi accorsi all’Estadio de la Cartuja di Siviglia al 6′, con un gran tiro che termina sul fondo. Dopo soli due minuti la Cina ha un’occasionissima con il capitano Zhi Zheng, che dopo aver rubato palla a Negredo salta Casillas; sembra tutto fatto, ma l’attaccante cinese spedisce il pallone sull’estero della rete, complice anche un’ottima copertura dello specchio da parte di Albiol. Un altro Zeng (il portiere) salva su Negredo al 10′. Nel continuo botta e risposta, la replica cinese non si fa attendere: Hao fa partire un’ottima conclusione, ma Casillas c’è. Provvidenziale ancora il portierone del Real Madrid al 29′, quando, in seguito ad un pericoloso contropiede, salva miracolosamente di piede sul tentativo a botta sicura di Zhi Zheng . L’ultimo quarto d’ora è monopolizzato dalla Spagna, che tenta di insinuarsi nella muraglia cinese ma fallisce in più occasioni con i vari Negredo, Silva e Xavi. Da sottolineare la solidità dei dragoni nella fase di copertura e l’abilità nel lasciare poco spazio alla manovra iberica, per poi rubar palla e colpire in velocità.

SECONDO TEMPO: Dal fischio d’inizio in avanti è assedio spagnolo alla porta di Zeng. Ma incredibilmente la palla non entra per più di mezz’ora. I cambi di Del Bosque vivacizzano parecchio il gioco e rendono il suo 11 più offensivo: Navas, Torres e, soprattutto, Iniesta vanno infatti ad aumentare il peso specifico dell’attacco iberico. Al 54′ proprio il neoentrato blaugrana impegna Zeng dopo un  bell’1-2 con Silva. La Spagna inanella una serie di clamorose occasioni da gol tra il 60′ e l’80′: Albiol centra il palo di testa, Iniesta invece la traversa dopo aver saltato in un fazzoletto di campo tre avversari; quindi Torres prima manda alto colpendo al volo il cross dal fondo di Alba, poi spara due volte su Zeng al 70′. Silva, davvero ottimo stasera, fallisce da pochi metri di piede al 75′ e il minuto successivo spizza il cross di Navas, mandandolo però fuori. La Cina si fa vedere con una punizione da 25 metri di Xiang, che Valdes però blocca senza troppi problemi. Ma dopo essersi fatto negare il gol un’ennesima volta da Zeng all’81′, Andreas Iniesta confeziona l’assist decisivo per l’1-0: scatto sulla sinistra, cambio di velocità e David Silva servito in mezzo non deve far altro che appoggiare in rete. 85′: Spagna in vantaggio, anche se con estrema fatica. Il fischio finale arriva dopo due minuti di recupero: modesta soddisfazione sulla faccia di Del Bosque, che ha una settimana per prepararsi all’esordio di Danzica il 10 giugno contro l’Italia.

domenica 3 giugno 2012

I DELUSI DA MISTER PRANDELLI

Domenico Criscito, difensore dello Zenit Petroburgo. Dopo essere stato in ritiro a Coverciano con la nazionale  ha ricevuto la visita delle forze del ordine perché sarebbe coinvolto nel calcio scommesse. E il ct ha deciso dì non portarlo agli Europei sostituendolo con Ogbonna.


Mattia Destro, attaccante del Siena. Anche lui è stato nel ritiro di Coverciano  ma il ct Prandelli ha deciso di non portarlo preferendogli  Fabio Borini.

Stefano Mauri, centrocampista della Lazio. Era stimato da ct Prandelli . Ha giocato  quasi tutte le partite dì qualificazione agli Europei. Ma essendo coinvolto nello scandalo scommesse ed essere stato arrestato non è più entrato nei piani del ct.

Amauri, attaccante delle Fiorentina. Appena iniziata l’era dì Cesare Prandelli doveva far parte del trio di attacco  con Cassano e Balotelli. Ma in questi ultimi mesi anche  forse per l’infortunio non ha avuto più chance dal ct.

Pablo Osvaldo, attaccante della Roma. Dopo aver fatto 2 partite contro l’Uruguay e l’Irlanda il ct ex viola non lo ha più considerato.

Giampaolo Pazzini, attaccante dell’Inter. Una stagione sottotono nella sua squadra di appartenenza e alla fine è stato accantonato da Prandelli che lo aveva visto crescere in quel di Firenze.

Alessandro Matri, attaccante della Juventus. Una buona stagione nella Juventus e 10 gol stagionali non sono stati sufficienti per strappare un posto nei 23 convocati.

Andrea Ranocchia, difensore dell’Inter. L’erede di Nesta ha sperato fino all’ultimo di conquistare un posto nei 23 ma la sua stagione in nerazzurro è stata al di sotto delle aspettative. Alla fine Prandelli lo ha lasciato a casa.

sabato 2 giugno 2012

VECCHIETTI D'ORO AGLI EUROPEI

Si dice che nulla possa sostituire l'esperienza. La storia del Campionato Europeo UEFA lo ha confermato in alcune occasioni. L'esempio migliore è quello di Arnold Mühren.
Il centrocampista olandese aveva 37 anni e 23 giorni quando confezionò il cross che Marco van Basten scaraventò in rete con un incredibile tiro al volo nella finale Campionato Europeo UEFA 1988 contro l'Unione Sovietica, diventando il calciatore più anziano di sempre a vincere il trofeo continentale.
Muhren ha avuto la rara fortuna di appendere le scarpe al chiodo con un trionfo di questa portata. I tedeschi Lothar Matthäus e Jens Lehmann hanno stabilito entrambi dei record in una fase finale, ma mentre il secondo si è dovuto accontentare del secondo posto nell'Europeo del 2008, il primo è stato eliminato nella fase a gironi nel 2000. UEFA.com passa in rassegna i detentori dei record di anzianità.

Vincitore più anziano del torneo:
Arnold Mühren (37 anni e 23 giorni)

La finale del 1988 a Monaco sarà ricordata per sempre per lo splendido gol al volo di Van Basten. Pochi ricorderanno, invece, il ruolo e il significato della presenza in campo di Mühren. L'ex centrocampista di AFC Ajax, FC Twente, Ipswich Town FC e Manchester United FC offrì a Van Basten l'assist del gol del raddoppio dell'Olanda e, ad oggi, è il giocatore più anziano ad avere vinto il torneo. "Soltanto al rientro in Olanda ci accorgemmo della gioia sfrenata e dei festeggiamenti in corso nel paese. In Germania non avevamo colto quell'euforia. Il giro in barca per i canali di Amsterdam fu l'apoteosi. Non riuscivo a credere a quello che vedevo".

Partecipante più anziano al torneo:

Lothar Matthäus (39 anni e 91 giorni)
Giocando contro il Portogallo a UEFA EURO 2000 Matthäus diventa il più anziano di sempre a partecipare a un Campionato Europeo, oltre a collezionare la sua 150esima e ultima presenza con la Germania. L'ex centrocampista di VfL Borussia Mönchengladbach, FC Bayern München e FC Internazionale Milano batteva il record precedente detenuto dall'attuale Ct della Danimarca Morten Olsen, che aveva 38 anni e 308 giorni in occasione della sconfitta per 2-0 contro l'Italia nel 1988. Olsen aveva superato di 37 giorni il portiere dell'Inghilterra Peter Shilton, che collezionò la sua 100esima presenza contro l'Olanda nello stesso torneo due giorni prima.

Calciatore più anziano a giocare una finale:

Jens Lehmann (38 anni e 232 giorni)

Dopo una brillante carriera con FC Schalke 04, Borussia Dortmund e Arsenal FC, Lehmann è stato sul punto di chiudere in bellezza la carriera con la nazionale nel 2008, salvo perdere la finale per mano della Spagna. Il portiere gioca tutte le partite della Germania fino alla finale, ma non può impedire a Fernando Torres di segnare il gol che regala alla Spagna il primo grande trofeo dopo 44 anni. Sapere che quel giorno il portiere tedesco stabilisce il record quale finalista più anziano del torneo continentale è una magra consolazione per i tedeschi.

Calciatore più anziano a segnare nel torneo:

Ivica Vastic (38 anni e 257 giorni)

L'ex calciatore di SK Sturm Graz e FK Austria Wien entra in campo al 74' della sfida contro la Polonia valida per la fase a gironi di UEFA EURO 2008 e con freddezza realizza il gol del pareggio per l'Austria dal dischetto al terzo minuto di recupero. Per Vastic si tratta del 14esimo gol in 50 presenze con la nazionale, ma anche del gol che lo rende il marcatore più anziano in una fase finale del torneo.
FONTE: UEFA.IT

venerdì 1 giugno 2012

TROPPO BRUTTA PER ESSERE VERA. E' DISASTRO ITALIA

AMICHEVOLE
ITALIA-RUSSIA 0-3 60' Kerzhakov - 75' Shirokov – 89’ Shirokov
Italia (4-3-1-2): Buffon (1' st De Sanctis); Maggio, Barzagli, Bonucci, Balzaretti (8' st Ogbonna); De Rossi (15' st Motta), Pirlo (24' st Di Natale), Marchisio; Montolivo (15' st Nocerino); Balotelli, Cassano (24' st Giovinco). A disp.: Sirigu, Chiellini, Abate, Giaccherini, Diamanti, Borini. All.: Prandelli
Russia (4-3-3): Malafeev (1' st Akinfeev); Nababkin, A. Berezutsky, Ignashevich, Zhirkov (42' st Kombarov); Shirokov, Denisov, Zyryanov; Dzagoev (40' st Kokorin), Arshavin, Kerzhakov (18' st Pavlyuchenko). A disp.: Anyukov, Sharonov, Semshov, Izmaylov, Pogrebnyak. All.: Advocaat
Arbitro: Haenne (Svi)

E’ un’Italia troppo brutta per essere vera. A nove giorni dall'esordio di Danzica contro i campioni del mondo e d'Europa della Spagna (il 14 giugno c'è la Croazia, il 18 l'Irlanda), nell’ultima amichevole pre-Europeo, la nazionale azzurra di Prandelli cade rovinosamente contro la Russia (terza sconfitta di fila dopo i k.o. casalinghi con Uruguay e Usa) lasciando tutti sconcertati in vista dell'imminente manifestazione continentale. Al di là dei tre gol subiti nella ripresa (al 15' Kerzhakov ha approfittato delle incertezze di Ogbonna e Bonucci, poi due clamorose indecisioni tra Maggio e De Sanctis hanno regalato la doppietta a Shirokov) la prova generale anti-Spagna è stata un fallimento totale. Ferma da 93 giorni (ultima partita a Genova con gli Stati Uniti), l'Italia si presenterà in Polonia con tre sconfitte consecutive, segno che qualcosa non va già da qualche tempo e che la bella Italia apprezzata per un anno e mezzo si è sciolta come neve al sole.
La condizione complessiva è poco brillante e il 4-3-1-2 proposto da Prandelli non ha di certo aiutato contro la Russia di Advocaat, che precede l'Italia di una posizione nella classifica Fifa (undicesima contro il dodicesimo posto degli azzurri) e non aveva mai vinto nei quattro precedenti contro gli azzurri: tre sconfitte ed un pareggio.
L'esame più atteso, quello per la coppia Cassano-Balotelli (in campo per la seconda volta insieme, la prima il 10 agosto 2010 a Londra con la Costa d'Avorio), non è andato bene nonostante la grande complicità espressa durante gli allenamenti a Coverciano. Servito poco dai compagni e in evidente difficoltà fisica, il barese non è andato oltre un paio di conclusioni al volo fuori misura mentre l'attaccante del Manchester City è sembrato troppo egoista giocando più per se stesso che per la squadra.
La partenza è in programma martedì 5 giugno, e la sfida d’esordio con la Spagna, di quelle che mettono i brividi già di per sè, il 10 giugno, tra soli 9 giorni. Per non partire in salita servirà un’Italia ben diversa da quella scesa in campo al Letzigrund. Più solida, soprattutto, dietro. Più corta nelle distanza tra i reparti. E magari una Nazionale che sappia ritrovare il sorriso. Quando ce l’aveva vinceva, ora avvilita, arrabbiata, è apparsa una brutta copia di quella che abbinava bel gioco e risultati. E che aveva messo sotto pure la Spagna nell’agosto scorso.
Quella era una Italia che faceva sognare, questo è un’Italia da incubo. E speriamo che da questo incubo riusciremo ad uscirne al più presto. Un altro flop dopo quello di Sudafrica di due anni fa sarebbe troppo.