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lunedì 2 luglio 2012

Il sogno si è affranto

  
SPAGNA-ITALIA 4-0, 13′ Silva, 39′ Jordi Alba , 37′ Torres, 41′ Mata
Spagna (4-3-3): Casillas, Aberloa, Ramos, Piquè, Jordi Alba, Busquets, Xabi Alonso,Xavi, Fabregas (29′ Torres), Iniesta (39′ st Mata), Silva (14′st Pedro) Ct Del Bosque   
Italia (4-3-1-2): Buffon, Abate, Bonucci, Barzagli, Chiellini (20′ Balzaretti), De Rossi, Marchisio, Pirlo, Montolivo (12′ st Thiago Motta), Cassano (1′st Di Natale), Balotelli. CT Prandelli 
Arbitro: Proenca 
Ammoniti: Piquè,Barzagli
STADIO: Stadion NSK Olimpiyskiy


Tutto confermato nelle formazioni che scendono in campo: Prandelli conferma il 4-3-1-2 con gli undici che hanno trebbiato la Germania, mentre Del Bosque lascia Fabregas al centro dell'attacco, rinunciando al delantero vero. La Spagna parte meglio, sicura delle proprie possibilità; per l'Italia l'impaccio di chi si è imbucato alla festa sembra farla da padrone, nelle prime battute. Il primo tiro è comunque dei nostri, con Pirlo che al 3' svirgola la battuta da fuori area. Al 7' la prima occasione spagnola: sul corner da destra Sergio Ramos sovrasta Chiellini ma incorna alto. Al 10' la Spagna nel suo marchio di fabbrica: la combinazione rapida Busquets-Xavi libera Fabregas per la battuta al limite, ma il destro esce sballato e si perde in tribuna. Al 14', la Roja passa, legittimando la supremazia del primo quarto di gara. Iniesta lancia Fabregas sulla destra, Cesc brucia sullo scatto Chiellini e riesce a crossare prima della riga bianca: Silva, libero al centro dell'area, insacca in torsione aerea, con la nostra difesa colpevolmente fuori asse. al 16' una punizione di Pirlo deviata frutta solo un corner: la posizione per intenderci era quella del gol contro la Croazia. Al 17' deve uscire Chiellini, per il riacutizzarsi di quello stiramento malandrino che ne aveva messo in dubbio la presenza: dentro Balzaretti. Tuttavia i ragazzi sembrano assorbire bene la botta: al 18' Pirlo aziona Balzaretti che centra da sinistra un pallone insidioso, che Ramos alza provvidenzialmente in corner anticipando l'accorrente Cassano. Segue qualche minuto di equilibrio, poi al 27' De Rossi galoppa palla al piede ed arma la corsa di Balzaretti: Casillas allunga i tentacoli ed anticipa Balotelli, già pronto all'incornata. 28': De Rossi apre per Cassano, che da sinistra elude la scivolata di Arbeloa con un finta e calcia centralmente col destro. Sarà ancora Fantantonio a battere un colpo: al 33' la sua sventola secca da fuori area trova la pronta riposta di Casillas in tuffo. Al 38' ci prova Balotelli, sin lì braccato come un leone allo zoo: Montolivo offre la sponda che Mario manda in orbita calciando troppo forte di collo. Al 41' il maledetto raddoppio: Silva tocca di testa per Iniesta, che trotterella sino alla nostra trequarti e trova un corridoio perfetto per lo scatto del terzino Jordi Alba, che di interno sinistro infila l'uscita di Buffon. Visibilmente più stanchi i nostri, bloccato Pirlo, lo svantaggio per noi è meritato sin qui (magari non doppio). Manchiamo un po' in attacco: vedremo se Prandelli cambierà qualcosa, Thiago Motta e Di Natale si stanno già scaldando.
Al rientro dagli spogliatoi Prandelli getta nella mischia Totò Di Natale, unico uomo al mondo capace di perforare la retroguardia spagnola. L'attaccante dell'Udinese prende il posto di Cassano, la cui scarsa autonomia è ulteriormente fiaccata da un problema al ginocchio. La mossa a metà tra il superstizioso ed il disperato, prova a dare una scossa e pungolare l'orgoglio azzurro avvilito dal doppio svantaggio. La scossa sembra portarla proprio l'attaccante napoletano che, ad un minuto dal rientro in campo, gira alto il bel suggerimento di Balzaretti. L'azione si rivela in realtà un semplice fuoco di paglia, perché per trovare la rete delle speranze, gli azzurri si sbilanciano sempre di più e contro una Spagna così brillante e sul pezzo, è un privilegio che non ci si può concedere. Fabregas suona la sveglia con uno slalom gigante ben disinnescato dalla manona di Buffon (47'). Poi arriva l'ultimo squillo azzurro. Al 50' Montolivo pesca con il terzo occhio Di Natale. Casillas chiude benissimo lo specchio e si ripete anche sul secondo tentativo del bomber friulano che prova un improbabile pallonetto. Prandelli osa l'ultimo cambio ed inserirsce Thiago Motta; la partita dell'italo brasiliano dura però cinque minuti, giusto il tempo di provare uno scatto ed accusare un problema muscolare. Senza cambi e costretta a giocare con l'uomo in meno, l'impresa dell'Italia diventa ancora più proibitiva. La Spagna non molla più il pallone e fa sfoggio del suo fantastico palleggio. Nella mezz'ora di agonia che divide gli azzurri dal triplice fischio finale, le buone notizie arrivano dall'uomo che non ti aspetti: Balotelli. SuperMario lotta e sgomita nella propria metà campo, mostrando la ferrea volontà di chi non vuole arrendersi nemmeno di fronte all'evidenza. Le furie rosse, dal canto loro, non sembrano voler affondare e Del Bosque si agita in panchina, temendo non si sa quale congiuntura astrale. Se i titolari della Spagna non affondano il colpo però, stessa clemenza non ce l'hanno le riserve. Del Bosque lancia infatti nella mischia prima Torres e poi Mata che prima del triplice fischio finale, trovano il tempo per timbrare entrambi il cartellino. Apre il Nino che all'83esimo raccoglie lo splendido filtrante di Xavi e con il piattone inchioda Buffon; chiude l'attaccante del Chelsea, lesto nello sfruttare l'ottimo lavoro di Torres e depositare nella porta sguarnita la rete del definitivo 4-0. Il triplice fischio di Proenca arriva allora come una benedizione e chiude una partita senza storia, nella quale Davide non sconfigge Golia. I pronostici vengono rispettati nell'ultimo atto e, forse, proprio per questo, il cammino degli azzurri diventa ancora più bello.
 Dobbiamo ripartire a testa alta, a giugno 2013 giocheremo la Confederations Cup speriamo di fare bene perche poi l’anno dopo ci sarà il mondiale.

giovedì 28 giugno 2012

La Spagna c'è,e vola in finale

PORTOGALLO-SPAGNA 2-4 d.c.r. Pepe, Nani- Iniesta, Piqué, Ramos, Fabregas

PORTOGALLO (4-3-3): Rui Patricio , Joao Pereira , Bruno Alves , Pepe , Fabio Coentrao ,Meireles (112′ Varela ), Veloso (106′ Custodio ), Moutinho , Cristiano Ronaldo , Hugo Almeida (81′ Nelson Oliveira ), Nani .A disp: Eduardo, Beto, Ricardo Costa, Rolando, Miguel Lopes, Quaresma, Ruben Micael, Hugo Viana, Varela. All: Paulo Bento
SPAGNA (4-3-3): Casillas ; Jordi Alba, Sergio Ramos, Piqué , Arbeloa; Xavi (87′ Pedro), Xabi Alonso, Busquets , David Silva (60′ Jesus Navas), Negredo (54′ Fabregas), Iniesta.
A disp:Victor Valdes, Reina, Juanfran, Raul Albiol, Javi Martinez, Cazorla, Mata, Llorente, Fernando Torres.All.Del Bosque
Ammoniti:Sergio Ramos, Busquets, Arbeloa, Xabi Alonso (S), Coentrao, Pepe, Joao Pereira, Bruno Alves, Veloso (P)
Arbitro: Cüneyt Çakir (TUR).
Stadio: Donbass Arena


Il nostro Europeo può finire come è cominciato. Contro la Spagna, che nella notte di Donetsk ha salvato la buccia ai rigori contro il Portogallo. San Casillas ha tenuto in piedi le Furie dopo l’errore iniziale di Alonso e alla fine la traversa di Alves ha ucciso il sogno di Cristiano Ronaldo, che nemmeno ha avuto modo di avvicinarsi al dischetto. Il verdetto è giusto, tutto sommato. Ma la Spagna è in riserva. Domenica non le sarà facile difendere il titolo.
La partita era cominciata con una sorpresa. Firmata Del Bosque. Tra Fabregas, Torres e Pedro, per l’attacco il ct delle Furie aveva scelto…Negredo, sceso in campo per appena due minuti nelle quattro partite precedenti. Una soluzione che più che altro serviva ad indicare il grande handicap della Spagna euroiridata: l’assenza per infortunio di David Villa ha tolto ai campioni l’uomo ideale, il killer perfetto, il terminale offensivo micidiale.
La mossa si è rivelata un flop: per quasi un’ora il povero Negredo ha recitato la parte de turista per caso, non somigliava a un giocatore ma a Jerry Calà magro. Tanto che a lungo nei paraggi di Patricio, il portiere lusitano, l’iberico più pericoloso è stato Arbeloa. Uno che di professione fa il terzino.
Invece Ronaldo ce l’ha il Portogallo e la straripante condizione del Fenomeno sin dall’inizio ha conferito ai compagni una baldanzosa consapevolezza: alè, ce la possiamo giocare, a viso aperto. Così si è visto un primo tempo che era sì una somma di filosofie contrapposte (la Spagna è un gruppo, i lusitani sono l’Asso più il contorno) ma anche uno show noiosamente equilibrato. In breve: una lagna pazzesca. Iniesta ha avuto un paio di colpi da maestro, ma Patricio non si è sporcato i guantoni e dall’altra parte nemmeno Casillas ha fatto gli straordinari.
Alla distanza, poi, le Furie hanno preso il sopravvento, ma al netto di una clamorosa occasione sprecata da Iniesta nel primo tempo supplementare hanno creato pochino. Così, sono stati i rigori a scegliere la finalista numero uno di Euro2012.                    

martedì 26 giugno 2012

DOMANI VIA ALLE SEMIFINALI


Siamo arrivati al penultimo atto degli Europei 2012. Mercoledi 27 giugno iniziano le semifinali, che si concluderanno la sera seguente e stabiliranno quali saranno le due squadre che si sfideranno nella finalissima di Kiev il primo luglio (la finale di consolazione non c'è). Nei quarti di finale, dopo i 60 gol della prima fase, si sono segnate 9 reti. Abbiamo avuto anche la prima partita terminata 0-0 (arriva alla gara numero 28, un record per tornei a 16 squadre) e la prima conclusione ai calci di rigore. Resta dunque assoluto il primato del 1988, in cui nessuna partita fu prolungata oltre il 120' minuto; ma allora si trattava di un Europeo a 8 squadre, quindi bisogna differenziare. Per l'Inghilterra continua la maledizione dei calci di rigore: per la sesta volta su sei tentativi, gli inglesi perdono ai calci di rigore. A questo punto possiamo parlare di una maledizione, e più passa il tempo più aumentano le componenti psicologiche. Le due semifinali ci propongono sfide interessanti per quelle che sono le rivalità in gioco. Ci sono in campo cinque titoli europei: tre per la Germania (record), uno per Italia e Spagna, il Portogallo delle quattro è l'unica squadra a non aver mai vinto. Altro dato: dei quattro gironi eliminatori, le squadre del gruppo A e quelle del gruppo D sono fuori. Si rischia la finale tra due formazioni già incontratesi nella prima fase, come accaduto nel 2004 tra Portogallo e Grecia.
Il Portogallo, delle quattro formazioni che hanno raggiunto questo punto del torneo, è quella che ha fatto meglio negli ultimi anni: dal 2000, quattro edizioni, è la terza volta che i lusitani sono in semifinale. Una volta hanno raggiunto la finale, nel 2004: giocavano in casa, batterono l'Olanda e andarono a Lisbona a giocarsi il titolo, ma furono battuti dalla Grecia. Nel 2000 invece la Francia spazzò i sogni di finale del Portogallo con un rigore di Zidane proprio alla fine. Contro la Spagna non sarà facile: è il derby della Penisola d'Iberia, che racchiude in sè una rivalità sostanzialmente secolare, e in questo momento le Furie Rosse sono l'avversario più ostico da affrontare: campioni d'Europa nel 2008, campioni del Mondo nel 2010, sono la squadra più forte in assoluto degli ultimi anni. Si sono ripresi con gli interessi tutte le sofferenze passate, con eliminazioni precoci e obiettivi sfumati (dal 1984, anno della finale contro la Francia, la Spagna non aveva mai più raggiunto una semifinale europea fino alla scorsa edizione, e anche ai Mondiali le cose non erano certo andate meglio). Il precedente più recente, anche uno dei pochi nei grandi tornei, è di due anni fa: in Sudafrica la Spagna eliminò il Portogallo agli ottavi, grazie a un gol di David Villa nel finale. Fu una partita sostanzialmente equilibrata. Oggi i lusitani sembrano avere concretezza in più, un Cristiano Ronaldo finalmente decisivo anche con la maglia della nazionale e la consapevolezza nei loro mezzi. La Spagna, per contro, è la stessa squadra che ha iniziato il suo fantastico ciclo nel 2008, con qualche innesto in più (soprattutto Jordi Alba), ma le partite giocate fino a qui non sono state certo brillantissime. Finora è bastato: le Furie Rosse si conoscono a memoria e, anche quando non girano, riescono sempre a cavarsi d'impaccio, una cosa che forse manca alle altre nazionali. Il nostro pronostico dice Spagna, ma è una partita più aperta di quanto sembri.
GERMANIA-ITALIA (VARSAVIA, 28 GIUGNO) - Dici Germania-Italia e ti viene in mente Messico 1970, lo stadio Azteca, quel gol di Rivera che fissò il punteggio sul 4-3 per noi. E' facilmente la partita più emozionante di tutti i tempi: non l'unica, però, che si sia giocata tra due formazioni che ormai hanno fatto della loro rivalità una tradizione. L'Italia, peraltro, spesso e volentieri ne è uscita bene. A parte quella semifinale di Burgnich, Riva, Schnellinger e Gerd Muller, gli azzurri sono risultati indigesti alla Germania in altre due occasioni per noi storiche: nel 1982 furono Rossi, Tardelli e Altobelli a farci impazzire di gioia nella finale del Mundial di Spagna, al Bernabeu. Nel 2006, invece, Grosso e Del Piero negli ultimi minuti violarono un Westfalenstadion incredulo (per la prima volta nella storia, peraltro) e ci portarono in finale, sulla scia del coro di Seven Nation Army che da lì divenne storia e che oggi usano un po' tutti. Altri due precedenti sono finiti in parità: nel 1978, seconda fase in Argentina, un triste 0-0 ci costrinse a fare risultato pieno contro l'Olanda per andare a giocarci la finale, ma fummo sconfitti. Nel 1988, agli Europei casalinghi, la Germania Ovest pareggiò con una maligna punizione di Brehme il gol iniziale di Mancini. L'Italia si è qualificata ai calci di rigore: ha dominato l'Inghilterra, ma ha mostrato una scarsa lucidità sotto porta, e l'assenza di un vero bomber d'area di rigore che butti la palla in rete con regolarità. La Germania, vincente 4-2 sulla Grecia soffrendo anche più del dovuto in avvio di ripresa, ha due giorni in più per riposarsi, e onestamente sembra avere qualcosa in più: gruppo messo insieme da Low dopo il Mondiale del 2006, ancora giovanissimo ma ormai rodato e capace di giocare a occhi chiusi. Certo, capita a volte che Ozil stecchi le partite che contano, che Boateng commetta errori anche gravi, che Schweinsteiger non stia bene; e capita che questo Europeo ricordi in qualche modo la cavalcata trionfale in terra tedesca, non solo perchè c'è ancora la Germania in semifinale. Noi, però, dobbiamo verificare le condizioni di Chiellini e Abate, abbiamo Cassano che non regge ancora i novanta minuti e oggettivamente sul piano tecnico e del gioco paghiamo dazio. Siccome però nel calcio la palla è rotonda, le partite vanno sempre giocate. Diciamo Germania, perchè a freddo è giusto così e perchè c'è un po' di scaramanzia..                                       

sabato 23 giugno 2012

Olè, Spagna in semifinale

SPAGNA-FRANCIA 2-0,19′  ,90′ Xabi Alonso


Spagna : Casillas , Arbeloa , Piqué , Sergio Ramos , Jordi Alba , Xabi Alonso , Busquets , Iniesta (84′ Cazorla), Xavi , Fabregas (68′ Torres ), Silva , (64′ Pedro ). A dispo: Valdes, Reina, Raul Albiol, Javi Martinez, Juanfran, Navas, Negredo, Mata, Llorente. All: Del Bosque
Francia : Lloris , Clichy , Rami , Réveillère , Koscielny , Debuchy (64′ Menez ), Cabaye , Malouda (64′ Nasri ), M’Vila (78′ Giroud ), Ribery , Benzema . A dispo: Mandanda, Carrasso, Evra, Valbuena, Matuidi, A.Diarra, Martin, Ben Arfa. All: Blanc
Arbitro: Nicola Rizzoli (Italy)
Ammoniti: Sergio Ramos (S), Cabaye, Menez (F)
Stadio:Donbass Arena

 Troppo forte la Spagna, troppo arrendevole la Francia. A Donetsk la squadra di Del Bosque vince 2-0 e accede alle semifinali dell'Europeo (sfiderà il Portogallo). Migliore in campo Xabi Alonso, autore di una doppietta: primo gol di testa al 19', secondo su rigore al 91'. Ma, al di là del risultato, i campioni del Mondo hanno dominato la gara dal primo all'ultimo minuto, rischiando poco o niente e producendo il minimo sforzo.
Del Bosque rinuncia ancora al centravanti e schiera Fabregas come finto attaccante. Blanc lascia in panchina Menez e Nasri e mette in campo una squadra più coperta rispetto alle ultime uscite. Passano cinque minuti e la Spagna reclama un rigore: Clichy sgambetta Fabregas in area, ma l'arbitro Rizzoli fa segno di proseguire. Le Furie Rosse hanno il gioco in mano e piano piano guadagnano campo. Al 19' arriva il gol del vantaggio. Jordi Alba sulla fascia sinistra supera Debuchy e crossa, in area arriva Xabi Alonso che in perfetta solitudine può colpire di testa: palla sul palo lontano e rete. La Francia prova a reagire, ma non riesce a rendersi pericolosa. L'unico brivido per Casillas è una punizione di Cabaye diretta all'incrocio dei pali, ma il tiro non è molto potente e il portiere para con una mano, senza nemmeno buttarsi. La squadra di Del Bosque non sta a guardare e con Iniesta (servito alla grande da Fabregas) va vicina al raddoppio: decisivo l'intervento di Koscielny, che contrasta il giocatore del Barça al momento del tiro. Si chiude il primo tempo: Spagna con il vento in poppa, Francia troppo brutta per essere vera.
Il secondo tempo comincia come era finito il primo. Possesso palla spagnolo, Francia che prova a velocizzare il gioco in fase di impostazione. Al 15' si vede per la prima volta Ribery: ottimo spunto sulla sinistra e cross, Debuchy a centro area stacca bene ma il suo colpo di testa finisce alto di poco. Dopo due minuti la risposta: taglio splendido di Fabregas, Lloris in uscita bassa gli toglie il pallone dai piedi. Blanc capisce che bisogna cambiare qualcosa: fuori Debuchy e Malouda, dentro Menez e Nasri. Del Bosque richiama in panchina Fabregas e fa entrare Torres. Il copione del match non cambia. All'81' Blanc prova anche la carta Giroud al posto di M'Vila. I francesi non ci credono più. Del Bosque fa anche uscire Iniesta (dentro Cazorla). Prima della fine arriva il raddoppio: Réveillere atterra Pedro in area. Rigore e doppietta per Xabi Alonso. La Spagna vola in semifinale.

mercoledì 20 giugno 2012

DA DOMANI VIA AI QUARTI. IL SOGNO CONTINUA PER OTTO

La fase a gironi si è portata via candidate al titolo (Olanda), squadre che hanno mostrato un buon calcio (Russia) e possibili outsider (Ucraina, Croazia, Svezia). Ora sono rimaste in 8 a contendersi il titolo europeo.
Ad iniziare le danze saranno domani sera Repubblica Ceca e Portogallo. Cristiano Ronaldo e compagni sono attesi da una sfida che sulla carta non è proibitiva e che potrebbe regalare loro l’etichetta di outsider. Per quello che si è visto finora i lusitani hanno più di una possibilità di superare il turno. Ma occhi ai cechi che potrebbero anche fare uno scherzetto ai più quotati avversari.
Venerdì toccherà alla Germania che troverà sulla sua strada la Grecia. I tedeschi sono la formazione che ha convinto più di tutti finora e non solo perché è l’unica ad aver fatto bottino pieno nel girone di qualificazione. I teutonici hanno mostrato solidità difensiva, grande pericolosità in attacco e un gioco molto concreto che lascia poco spazio a spettacolo e fronzoli vari. Difornte una Grecia molto compatta come gruppo ma che ha beneficiato più di tutte dell’ausilio della buona sorte.
Dopo i due antipasti arriveranno poi due sfide tutte da seguire. Sabato la Spagna campione d’Europa in carica dovrà affrontare la Francia. Le Furie Rosse sognano il bis europeo per entrare ancora di più nella sotria. I Blues ieri sera hanno disputato una pessima gara contro la Svezia e fatto crollare le proprie quotazioni, ma ogni sfida fa storia a sé (chiedere alla Russia per informazioni) e Spagna-Francia è pur sempre una grande sfida nel panorama calcistico europeo.
Si chiuderà in bellezza domenica con Italia-Inghilterra. Per la nazionale di Prandelli ora si inizia a fare sul serio. Gli azzurri finora hanno deluso. Fatta eccezione per alcuni tratti della sfida d’esordio con la Spagna, non abbiamo visto in questo Europeo un’Italia che ci convincesse e che desse l’idea di poter competere con le altre big europee. Il fatto che una Croazia qualsiasi sia riuscita a fermarci o che contro un’Irlanda molto modesta abbiamo faticato le proverbiali sette camicie per portare a casa il risultato, la dice lunga sulle potenzialità di questa squadra. Per fortuna di fronte avremo un’Inghilterra che non se la passa certo meglio di noi. Anche i britannici finora hanno convinto poco e nella sfida contro l’Ucraina pesa come un macigno quel gol annullato a Devic che avrebbe potuto dare una piega diversa e inaspettata alla sfida.
Si parte domani sera. Sfide da dentro o fuori. E alla fine ne resteranno solo quattro.

lunedì 18 giugno 2012

NIENTE BISCOTTI, MA TANTO SUDORE. ITALIA A QUARTI

GIRONE C
ITALIA-IRLANDA 2-0
35’ Cassano – 90’ Balotelli
ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Abate, Barzagli, Chiellini (dal 12’ s.t. Bonucci), Balzaretti; Marchisio, Pirlo, De Rossi; Thiago Motta; Di Natale (dal 29’ s.t. Balotelli), Cassano (dal 17’ s.t. Diamanti). (De Sanctis, Sirigu, Ogbonna, Maggio, Giaccherini, Nocerino, Montolivo, Borini, Giovinco). All. Prandelli.
IRLANDA (4-4-2): Given; O’Shea, Dunne, St Ledger, Ward; Duff, Andrews, Whelan, McGeady (dal 20’ s.t. Long); Doyle (dal 30 ’s.t. Walters), Keane (dal 42’ s.t. Cox). (Westwood, Forde, Kelly, McShane, O’Dea, Gibson, Hunt, Green, McClean). All. Trapattoni.
ARBITRO: Cakir (Tur).

CROAZIA-SPAGNA 0-1
88’ Jesus Navas
CROAZIA (4-2-3-1) Pletikosa; Vida (dal 21’ s.t. Jelavic), Corluka, Schildenfeld, Strinic; Rakitic, Vukojevic (dal 36’ s.t. Eduardo); Srna, Modric, Pranjic (dal 21’ s.t. Perisic); Mandzukic. (Kelava, Subasic, Simunic, Buljat, Badelj, Vrsaljko, Dujmovic, Kalinic, Kranjcar). All. Bilic.
SPAGNA (4-2-3-1) Casillas; Arbeloa, Piqué, Sergio Ramos, Jordi Alba; Busquets, Xabi Alonso, Silva (dal 28’ s.t. Fabregas), Xavi (dal 44’ s.t. Negredo), Iniesta; Torres (dal 16’ s.t. Jesus Navas). (Valdes, Reina, Albiol, Javi Martinez, Juanfran, Pedro, Mata, Llorente, Cazorla). All: Del Bosque.
ARBITRO Stark (Germania)


Il tanto temuto “biscotto” alla fine non c’è stato. L’Italia, seppur con qualche affanno porta a casa la vittoria per 2-0 e, complice la vittoria per 1-0 della Spagna sulla Croazia, approda ai quarti di finale.
Prandelli torna al 4-4-2 con Abate e Balzaretti esterni difensivi e Di Natale preferito a Balotelli.
L’Italia passa al minuto 35. Calcio d’angolo per gli azzurri, Cassano di testa supera Given e porta in vantaggio l’Italia.
Ripresa con l’Irlanda che prende quota e l’Italia che regge bene l’urto. Finale incandescente. Il gol spagnolo riaccende vecchi incubi (per una serie di calcoli l’1-1 qualificherebbe spagnoli e croati). Andrews si fa sbattere fuori per doppia ammonizione. L’Italia raddoppia con Balotelli che in semirovesciata infila il 2-0. Ed è questo il risultato finale che permette ai ragazzi azzurri di approdare ai quarti.
Tutto secondo pronostico dunque con la Spagna prima e l’Italia seconda. Un’Italia che anche stasera ha convinto poco. Le scelte di Prandelli gli danno ragione per il risultato ma non per il gioco. Di Natale è apparso sottotono, Cassano, gol a parte, fa davvero poco, Thiago Motta a centrocampo è al limite della decenza. Se l’Italia è questa poter competere con le altre è dura. Anche se, come la Grecia ci ha insegnato, non necessariamente bisogna essere più forti. Basta infilare il gol al momento giusto e poi fare le barricate in difesa e porta a casa la qualificazione senza nemmeno sapere come ci sei riuscito.
La speranza è che nel prosieguo del cammino le cose cambino e magari migliorino.
Domani sera sapremo chi ci toccherà affrontare ai quarti. Comunque vada non ci capiterà un’altra Irlanda e se ci ha impensierito la Croazia figuriamoci cosa potrà succedere contro Francia o Inghilterra. Anche se la buona prestazione offerta contro la Spagna ci autorizza a sperare che di fronte alle grandi nazionali ci esprimiamo meglio. E chissà che non sia solo una speranza vana…

giovedì 14 giugno 2012

LA SPAGNA CALA IL POKER E MANDA A CASA L'IRLANDA

GIRONE C
SPAGNA-IRLANDA 4-0
4’ Torres – 49’ Silva – 70’ Torres – 82’ Fabregas

SPAGNA (4-2-3-1) Casillas; Arbeloa, Piqué, Sergio Ramos, Jordi Alba; Busquets, Xabi Alonso (dal 20’ s.t. Javi Martinez); Silva, Xavi, Iniesta (dal 35’ s.t. Santi Cazorla); Torres (dal 28’ s.t. Fabregas). (Valdes, Reina, Albiol, Juanfran, Pedro, Negredo, Mata, Llorente, Navas). All. Del Bosque.
IRLANDA (4-4-2) Given; O’Shea, Dunne, StLedger, Ward; Duff (dal 29’ s.t. McClean), Andrews, Whelan (Dal 35’ s.t. Green), McGeady; Keane, Cox (dal 1’ s.t. Walters). (Westwood, Forde, Doyle, Kelly, McSheane, Gibson, Hunt, O’Dea, Long). All. Trapattoni.
ARBITRO: Proenca (Portogallo).

La Spagna liquida con un secco 4-0 l’Irlanda e in un solo colpo rilancia le proprie ambizioni e manda a casa il caro vecchio Trap.
Partita che si mette subito male per la nazionale dell’allenatore italiano. Dopo 4 minuti è Fernando Torres a portare in vantaggio le Furie Rosse. Primo tempo a senso unico con gli spagnoli che dominano la partita ma non riescono a fare il bis.
Bis che arriva in apertura di ripresa con un tocco di precisione di Silva. Ci pensano poi ancora Torres e nel finale Fabregas ad arrotondare il risultato. Finisce 4-0.
L’Irlanda è la prima nazionale matematicamente eliminata. Gli irlandesi erano arrivati in Polonia e Ucraina con altri obiettivi e altre aspettative ma alla fine tutti i limiti sono usciti fuori.
Certo contro questa Spagna c’è ben poco da recriminare, semmai i rimpianti riguardano l’esordio contro la Croazia.
La Spagna dal canto suo aveva iniziato questo Europeo col freno tirato contro l’Italia ma stasera ha dimostrato di non essersi smarrita per strada. Anche perché Del Bosque è stato bravo a correggere l’unico difetto che aveva questa nazionale: la mancanza di un attaccante di ruolo. Et voilà, schierato Torres che lo ha ripagato con una doppietta. Il resto lo fa un collettivo che sarà difficle da battere per tutti.
Per quando riguarda il discorso qualificazione, a questo punto l’ipotesi biscotto prende forma. Con spagnoli e croati che con un pareggio per 2-2 o superiore andrebbero a braccetto agli ottavi vanificando un’eventuale vittoria dell’Italia. Improbabile che succeda? Sembrava improbabile anche 8 anni fa e poi…

domenica 10 giugno 2012

ITALIA, BUONA LA PRIMA

GIRONE C
SPAGNA-ITALIA 1-1
61’ Di Natale – 64’ Fabregas

SPAGNA (4-3-3): Casillas; Arbeloa, Piquè, Sergio Ramos, Jordi Alba; Xavi, Busquets, Xabi Alonso; Silva (dal 20’ s.t. Navas), Fabregas (dal 29’ s.t. Fernando Torres), Iniesta. (Valdes, Reina, Albiol, Martinez, Juanfran, Pedro, Cazorla, Mata, Negredo, Llorente). All. Del Bosque.
ITALIA (3-5-2): Buffon; Bonucci, De Rossi, Chiellini; Maggio, Marchisio, Pirlo, Thiago Motta (dal 44’ s.t. Nocerino), Giaccherini; Balotelli (dal 12’ s.t. Di Natale), Cassano (dal 20’ s.t. Giovinco).(De Sanctis, Sirigu, Abate, Ogobonna, Balzaretti, Montolivo, Diamanti, Borini). All. Prandelli.
ARBITRO: Kassai (Ung).

Positivo l’esordio dell’Italia nell’Europeo. A Danzica i ragazzi di Prandelli fermano la Spagna sul 1-1 e probabilmente con alcune scelte diverse da parte del nostro ct avremmo potuto portare a casa anche i tre punti.
La Spagna si presenta con un 4-3-3-0 con Silva, Fabregas e Iniesta che compongono un improbabile terzetto offensivo. L’Italia risponde con un 3-5-2 in cui spicca De Rossi difensore centrale e Giaccherini (!!!) esterno di centrocampo.
Gli azzurri partono bene, per nulla timorosi della Spagna. Le Furie Rosse applicano il solito tiki-taka che però senza un centravanti d’area rimane fine a se stesso.
Ad inizio ripresa Balotelli è molto bravo a rubare palla a sergio ramos e ad involarsi, ma poi l’attaccante azzurro cincischia favorendo il recupero del difensore avversario.
Prandelli decide di togliere fuori il bomber e inserire (finalmente) Di Natale. E al 61esimo si sblocca il risultato, nella iniziativa di Pirlo che supera due avversari e dà una palla perfetta a Di Natale che si conferma cecchino infallibile infilando l’1-0. Il vantaggio azzurro dura solo 3 minuti perché Silva pesca in area Fabregas, la difesa azzurra si addormenta, e il centrocampista del Barcellona ristabilisce la parità.
La partita si accende, ci sono occasioni da entrambe le parti ma il risultato non cambia più. Finisce 1-1. Decisamente una buona Italia anche se si poteva fare di più. Probabilmente con Di Natale e Giovinco dal primo minuto al posto dei deludenti Cassano (inguardabile) e Balotelli (irritante) forse avremmo potuto portare a casa il risultato. Così come si fatica a capire la scelta di dare fiducia a Giaccherini. Qualche incertezza di troppo anche in difesa, da sempre il nostro punto di forza.
Dall’altro lato una Spagna sottotono, incapace di pungere senza un attaccante di ruolo.
Per entrambe la possibilità di riscattarsi nelle prossime due partite e per capire le reali potenzialità. E per capire quanta strada potranno fare.

venerdì 8 giugno 2012

EUROPEI SI PARTE, ECCO LE NOSTRE FAVORITE

E’ sicuramente la Spagna la grande favorita di questo Europeo. Le Furie Rosse, dopo aver trionfato all’Europeo di quattro anni fa e dopo aver conquistato il titolo mondiale, proveranno a fare il tris.
A provare a guastare i piani degli spagnoli ci penseranno Olanda e Germania. Gli Orange, finalisti al Mondiale sudafricano, proveranno a riportare in patria il titolo che manca da 24 anni. I tedeschi, finalisti all’Europeo del 2008, hanno sempre ben figurato nelle competizioni internazionali.
Sono loro le tre favorite ma occhio alle outsider. A partire dalla nostra Italia che non parte con i favori del pronostico, ma che potrà arrivare lontano. E anche Francia e Inghilterra potrebbero recitare un ruolo da protagonista.
L’Europeo è da sempre una manifestazione che regala sorprese. Ricordiamo la Danimarca nel 1992 e la Grecia nel 2004. E allora proviamo a puntare su una possibile sorpresina. Io dico l’Irlanda di Trapattoni, forse più per affetto verso il caro Giuan che per reali potenzialità della nazionale irlandese. In un girone con Spagna e Italia riuscire a superare il turno sarebbe un miracolo. Ma mai dire mai. O, per dirla alla Trap, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.
Entius

Le squadre che secondo me potrebbero vincere l’Europeo 2012 sono due: Spagna e Germania.
La Germania ha una bella squadra, gioca bene ed ha degli schemi di gioco eccezionali.
La Spagna deve rinunciare a due bandiere come David Villa e Charles Puyol ma secondo me farà un bel Europeo.
Due, secondo me, saranno le possibili squadre rivelazioni. Una delle due padroni di casa, ovvero la Polonia, e la Russia.
La Russia sarà una sorpresa perche ci ha fatto conoscere nuovi giocatori e perche hanno una forma fisica eccezionale soprattutto la corsa.
La Polonia perche ha dominato tutte le amichevoli che ha fatto e secondo me passerà i gironi facendo meglio della Grecia e della Repubblica Ceca.
I giocatori sorpresa secondo me saranno l’attaccante della Polonia Robert Lewandowski, attualmente al Borussia Dortmund, giocatore seguito dalla Juventus. E Nikos Liberopoulos attaccante della Grecia e del AEK Atene.
Secondo me sarà un ottimo Europeo e ci divertiremo. La nostra Italia? Speriamo faccia bene anche se alcuni giocatori hanno problemi fisici e speriamo di passare almeno i gironi. Un’altra figuraccia come i Mondiali del Sudafrica? No, grazie.
Marco Novelli

martedì 5 giugno 2012

La Storia Degli Europei

Francia 1960. Si è giocata in Francia nel 1960. La Francia padrone di casa  perse in semifinale contro la Jugoslavia per  4-5. La Francia arrivo quarta perche perse la finale per il terzo posto contro la Cecoslovacchia per 0-2 con reti di Bubnik e  Pavlovič . Quel edizione la vinse poi l’Unione Sovietica battendo in finale a Parigi la Jugoslavia per 2-1

Spagna 1964. La seconda edizione si giocò nel 1964 in Spagna. La Spagna  padrone di casa vinse  l’Europeo in finale contro L’Unione Sovietica per 2-1.

Italia 1968. Il  primo Europeo giocato in Italia. L’Italia per nostra fortuna e goduria vinse la terza edizione  in finale contro la Jugoslavia. La doppia sfida si divise in due partite la prima fini 1-1 dopo i tempi supplementari e dunque decisero di andare al replay ovvero rigiocare la partita che poi fini 2-0 per noi.

Belgio 1972. Fu la quarta edizione il Belgio arrivo terzo e la competizione la vinse la Germania Ovest  in finale contro  L’Unione Sovietica.

Jugoslavia 1976. Questa edizione viene vinta dalla Cecoslovacchia, la partita fini 2-2 dopo i tempi supplementari ma poi la Cecoslovacchia batte ai rigori per 5-3 la Germania Ovest .

Italia 1980. La padrona di casa non arrivò in finale ed arrivò quarta nella competizione. La competizione la vinse la Germania Ovest in finale contro il Belgio per 2-1. 

 Francia 1984. Vinse la padrona di casa in finale per 2-0 contro la Spagna.

Germania 1988. La Germania si qualificò terza. Si aggiudicò l’edizione l’Olanda in finale contro L’Unione Sovietica per 2-0.

Svezia 1992. Edizione clamorosa perche fu vinta dalla Danimarca in finale contro la Germania per 2-0.

Inghilterra 1996. La prima edizione con il Golden goal  la vinse per 2-1 la Germania contro la Repubblica Ceca .

Olanda e Belgio 2000. Seconda e ultima edizione con il Golden goal la vinse la Francia in finale contro l’Italia al secondo tempo supplementare con goal di David Trezeguet

Portogallo 2004. Edizione anche questa con una vittoria inaspettata. A trionfare fu la Grecia che vinse per 1-0 contro il Portogallo padrone di casa.

Austria e Svizzera 2008. L'ultima edizione viene vinta dalla Spagna in finale per 1-0 contro la Germania con goal di Fernando Torres. La partita fu arbitrata  dal arbitro italiano Roberto Rosetti.

lunedì 4 giugno 2012

AMICHEVOLE:SPAGNA OK MA CHE FATICA CON LA CINA FINISCE 1-0

SPAGNA: 4-3-3: Casillas, Arbeloa, Albiol, Pique', Jordi Alba, Jesus Navas, Iniesta, Xabi Alonso, Mata, Torres, David Silva.                                       
CINA (4-2-3-1): Zeng, Zhang, Feng, Zheng, Peng, Xhao, Liu, Yu, Hao, Yu, Gao.

E' stato più difficile del previsto per la Spagna battere una Cina determinata e a sprazzi anche molto pericolosa, che si è difesa fino all’ultimo anche grazie ad un super-Zeng (il portiere della nazionale di Pechino). Il gol del giocatore del manchester City arriva infatti a soli cinque minuti dal fischio finale. Grande serata anche per Andreas Iniesta.
 PRIMO TEMPO: Contro ogni aspettativa, la prima metà di gara è piuttosto equilibrata e vede i dragoni tenere testa alle furie rosse senza troppe difficoltà. Silva scalda subito i numerosissimi tifosi accorsi all’Estadio de la Cartuja di Siviglia al 6′, con un gran tiro che termina sul fondo. Dopo soli due minuti la Cina ha un’occasionissima con il capitano Zhi Zheng, che dopo aver rubato palla a Negredo salta Casillas; sembra tutto fatto, ma l’attaccante cinese spedisce il pallone sull’estero della rete, complice anche un’ottima copertura dello specchio da parte di Albiol. Un altro Zeng (il portiere) salva su Negredo al 10′. Nel continuo botta e risposta, la replica cinese non si fa attendere: Hao fa partire un’ottima conclusione, ma Casillas c’è. Provvidenziale ancora il portierone del Real Madrid al 29′, quando, in seguito ad un pericoloso contropiede, salva miracolosamente di piede sul tentativo a botta sicura di Zhi Zheng . L’ultimo quarto d’ora è monopolizzato dalla Spagna, che tenta di insinuarsi nella muraglia cinese ma fallisce in più occasioni con i vari Negredo, Silva e Xavi. Da sottolineare la solidità dei dragoni nella fase di copertura e l’abilità nel lasciare poco spazio alla manovra iberica, per poi rubar palla e colpire in velocità.

SECONDO TEMPO: Dal fischio d’inizio in avanti è assedio spagnolo alla porta di Zeng. Ma incredibilmente la palla non entra per più di mezz’ora. I cambi di Del Bosque vivacizzano parecchio il gioco e rendono il suo 11 più offensivo: Navas, Torres e, soprattutto, Iniesta vanno infatti ad aumentare il peso specifico dell’attacco iberico. Al 54′ proprio il neoentrato blaugrana impegna Zeng dopo un  bell’1-2 con Silva. La Spagna inanella una serie di clamorose occasioni da gol tra il 60′ e l’80′: Albiol centra il palo di testa, Iniesta invece la traversa dopo aver saltato in un fazzoletto di campo tre avversari; quindi Torres prima manda alto colpendo al volo il cross dal fondo di Alba, poi spara due volte su Zeng al 70′. Silva, davvero ottimo stasera, fallisce da pochi metri di piede al 75′ e il minuto successivo spizza il cross di Navas, mandandolo però fuori. La Cina si fa vedere con una punizione da 25 metri di Xiang, che Valdes però blocca senza troppi problemi. Ma dopo essersi fatto negare il gol un’ennesima volta da Zeng all’81′, Andreas Iniesta confeziona l’assist decisivo per l’1-0: scatto sulla sinistra, cambio di velocità e David Silva servito in mezzo non deve far altro che appoggiare in rete. 85′: Spagna in vantaggio, anche se con estrema fatica. Il fischio finale arriva dopo due minuti di recupero: modesta soddisfazione sulla faccia di Del Bosque, che ha una settimana per prepararsi all’esordio di Danzica il 10 giugno contro l’Italia.

sabato 26 maggio 2012

CHI VINCERA' GLI EUROPEI? GLI SCIENZIATI DICONO SPAGNA

Ci sono i bookmaker; ci sono gli animali indovini e poi ci sono i matematici, o meglio, gli esperti di statistica: tutti, a modo loro, hanno già in tasca i risultati dei prossimi Europei di calcio. Quale sarà il team a poter alzare la coppa in Polonia e Ucraina? La Spagna, dicono gli studiosi dell’università di Innsbruck, gli stessi che già nel 2010 avevano azzeccato la vincitrice ai Mondiali e due anni prima predetto correttamente la finale degli Europei in Austria e Svizzera.
«La Spagna ha il 25,8 per cento delle probabilità di vincere i Campionati europei 2012. Batterà in finale la Germania». È quanto hanno elaborato Achim Zeileis, professore universitario di statistica presso l’ateneo di Innsbruck, e i suoi colleghi dell’università di Economia e Finanza della capitale austriaca. Gli studiosi si basano su un loro modello statistico, il «Buchmacher-Konsensus-Modell», che già in precedenza si è dimostrato efficace nel predire i risultati. «Buchmacher» sta per allibratori e «Konsensus» per consenso. Infatti, gli scienziati ricorrono alle quote di 23 distinte società di scommesse online. I dati, combinati con complessi modelli statistici informatici, simulano infine tutte le varianti di gioco e i risultati. Questa, in estrema sintesi, la parte tecnica. Ma veniamo ai pronostici. Sebbene da prendere con le pinze, gli austriaci dicono che le maggiori chance di vittoria sono in mano alla «Seleccion» di Vicente Del Bosque. Poco dietro, con il 22,2%, c’è la Germania. Le due squadre - sempre stando alle probabilità matematiche - si ritroveranno di nuovo in finale come già quattro anni fa.
Le altre squadre invece? Le loro possibilità nella corsa al titolo di campione d'Europa sarebbero scarse: «L’Olanda vince con una chance dell’11,3 per cento», dunque probabili candidati per il terzo gradino». La strada all'Europeo si fa in salita anche per gli inglesi, con l’8% delle probabilità; ko per l’Italia di Prandelli, con il 5,9%. I bookmaker stabiliscono le quote in base ai risultati probabili. In considerazione vengono presi non solo i dati storici, ma anche gli avvenimenti recenti - come per esempio eventuali infortuni. «Le quote sono una base eccellente», dice Achim Zeileis al portale Orf.at. Lo studioso, però, sottolinea: «Siamo ancora lontani da un pronostico sicuro al 100%». (Corriere)