Visualizzazione post con etichetta finale euro 2012. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta finale euro 2012. Mostra tutti i post
lunedì 2 luglio 2012
Il sogno si è affranto
SPAGNA-ITALIA 4-0, 13′ Silva, 39′ Jordi Alba , 37′ Torres, 41′ Mata
Spagna (4-3-3): Casillas, Aberloa, Ramos, Piquè, Jordi Alba, Busquets, Xabi Alonso,Xavi, Fabregas (29′ Torres), Iniesta (39′ st Mata), Silva (14′st Pedro) Ct Del Bosque
Italia (4-3-1-2): Buffon, Abate, Bonucci, Barzagli, Chiellini (20′ Balzaretti), De Rossi, Marchisio, Pirlo, Montolivo (12′ st Thiago Motta), Cassano (1′st Di Natale), Balotelli. CT Prandelli
Arbitro: Proenca
Ammoniti: Piquè,Barzagli
STADIO: Stadion NSK Olimpiyskiy
Tutto confermato nelle formazioni che scendono in campo: Prandelli conferma il 4-3-1-2 con gli undici che hanno trebbiato la Germania, mentre Del Bosque lascia Fabregas al centro dell'attacco, rinunciando al delantero vero. La Spagna parte meglio, sicura delle proprie possibilità; per l'Italia l'impaccio di chi si è imbucato alla festa sembra farla da padrone, nelle prime battute. Il primo tiro è comunque dei nostri, con Pirlo che al 3' svirgola la battuta da fuori area. Al 7' la prima occasione spagnola: sul corner da destra Sergio Ramos sovrasta Chiellini ma incorna alto. Al 10' la Spagna nel suo marchio di fabbrica: la combinazione rapida Busquets-Xavi libera Fabregas per la battuta al limite, ma il destro esce sballato e si perde in tribuna. Al 14', la Roja passa, legittimando la supremazia del primo quarto di gara. Iniesta lancia Fabregas sulla destra, Cesc brucia sullo scatto Chiellini e riesce a crossare prima della riga bianca: Silva, libero al centro dell'area, insacca in torsione aerea, con la nostra difesa colpevolmente fuori asse. al 16' una punizione di Pirlo deviata frutta solo un corner: la posizione per intenderci era quella del gol contro la Croazia. Al 17' deve uscire Chiellini, per il riacutizzarsi di quello stiramento malandrino che ne aveva messo in dubbio la presenza: dentro Balzaretti. Tuttavia i ragazzi sembrano assorbire bene la botta: al 18' Pirlo aziona Balzaretti che centra da sinistra un pallone insidioso, che Ramos alza provvidenzialmente in corner anticipando l'accorrente Cassano. Segue qualche minuto di equilibrio, poi al 27' De Rossi galoppa palla al piede ed arma la corsa di Balzaretti: Casillas allunga i tentacoli ed anticipa Balotelli, già pronto all'incornata. 28': De Rossi apre per Cassano, che da sinistra elude la scivolata di Arbeloa con un finta e calcia centralmente col destro. Sarà ancora Fantantonio a battere un colpo: al 33' la sua sventola secca da fuori area trova la pronta riposta di Casillas in tuffo. Al 38' ci prova Balotelli, sin lì braccato come un leone allo zoo: Montolivo offre la sponda che Mario manda in orbita calciando troppo forte di collo. Al 41' il maledetto raddoppio: Silva tocca di testa per Iniesta, che trotterella sino alla nostra trequarti e trova un corridoio perfetto per lo scatto del terzino Jordi Alba, che di interno sinistro infila l'uscita di Buffon. Visibilmente più stanchi i nostri, bloccato Pirlo, lo svantaggio per noi è meritato sin qui (magari non doppio). Manchiamo un po' in attacco: vedremo se Prandelli cambierà qualcosa, Thiago Motta e Di Natale si stanno già scaldando.
Al rientro dagli spogliatoi Prandelli getta nella mischia Totò Di Natale, unico uomo al mondo capace di perforare la retroguardia spagnola. L'attaccante dell'Udinese prende il posto di Cassano, la cui scarsa autonomia è ulteriormente fiaccata da un problema al ginocchio. La mossa a metà tra il superstizioso ed il disperato, prova a dare una scossa e pungolare l'orgoglio azzurro avvilito dal doppio svantaggio. La scossa sembra portarla proprio l'attaccante napoletano che, ad un minuto dal rientro in campo, gira alto il bel suggerimento di Balzaretti. L'azione si rivela in realtà un semplice fuoco di paglia, perché per trovare la rete delle speranze, gli azzurri si sbilanciano sempre di più e contro una Spagna così brillante e sul pezzo, è un privilegio che non ci si può concedere. Fabregas suona la sveglia con uno slalom gigante ben disinnescato dalla manona di Buffon (47'). Poi arriva l'ultimo squillo azzurro. Al 50' Montolivo pesca con il terzo occhio Di Natale. Casillas chiude benissimo lo specchio e si ripete anche sul secondo tentativo del bomber friulano che prova un improbabile pallonetto. Prandelli osa l'ultimo cambio ed inserirsce Thiago Motta; la partita dell'italo brasiliano dura però cinque minuti, giusto il tempo di provare uno scatto ed accusare un problema muscolare. Senza cambi e costretta a giocare con l'uomo in meno, l'impresa dell'Italia diventa ancora più proibitiva. La Spagna non molla più il pallone e fa sfoggio del suo fantastico palleggio. Nella mezz'ora di agonia che divide gli azzurri dal triplice fischio finale, le buone notizie arrivano dall'uomo che non ti aspetti: Balotelli. SuperMario lotta e sgomita nella propria metà campo, mostrando la ferrea volontà di chi non vuole arrendersi nemmeno di fronte all'evidenza. Le furie rosse, dal canto loro, non sembrano voler affondare e Del Bosque si agita in panchina, temendo non si sa quale congiuntura astrale. Se i titolari della Spagna non affondano il colpo però, stessa clemenza non ce l'hanno le riserve. Del Bosque lancia infatti nella mischia prima Torres e poi Mata che prima del triplice fischio finale, trovano il tempo per timbrare entrambi il cartellino. Apre il Nino che all'83esimo raccoglie lo splendido filtrante di Xavi e con il piattone inchioda Buffon; chiude l'attaccante del Chelsea, lesto nello sfruttare l'ottimo lavoro di Torres e depositare nella porta sguarnita la rete del definitivo 4-0. Il triplice fischio di Proenca arriva allora come una benedizione e chiude una partita senza storia, nella quale Davide non sconfigge Golia. I pronostici vengono rispettati nell'ultimo atto e, forse, proprio per questo, il cammino degli azzurri diventa ancora più bello.
Dobbiamo ripartire a testa alta, a giugno 2013 giocheremo la Confederations Cup speriamo di fare bene perche poi l’anno dopo ci sarà il mondiale.
giovedì 28 giugno 2012
La Spagna c'è,e vola in finale
PORTOGALLO-SPAGNA 2-4 d.c.r. Pepe, Nani- Iniesta, Piqué, Ramos, Fabregas
PORTOGALLO (4-3-3): Rui Patricio , Joao Pereira , Bruno Alves , Pepe , Fabio Coentrao ,Meireles (112′ Varela ), Veloso (106′ Custodio ), Moutinho , Cristiano Ronaldo , Hugo Almeida (81′ Nelson Oliveira ), Nani .A disp: Eduardo, Beto, Ricardo Costa, Rolando, Miguel Lopes, Quaresma, Ruben Micael, Hugo Viana, Varela. All: Paulo Bento
SPAGNA (4-3-3): Casillas ; Jordi Alba, Sergio Ramos, Piqué , Arbeloa; Xavi (87′ Pedro), Xabi Alonso, Busquets , David Silva (60′ Jesus Navas), Negredo (54′ Fabregas), Iniesta.
A disp:Victor Valdes, Reina, Juanfran, Raul Albiol, Javi Martinez, Cazorla, Mata, Llorente, Fernando Torres.All.Del Bosque
Ammoniti:Sergio Ramos, Busquets, Arbeloa, Xabi Alonso (S), Coentrao, Pepe, Joao Pereira, Bruno Alves, Veloso (P)
Arbitro: Cüneyt Çakir (TUR).
Stadio: Donbass Arena
Il nostro Europeo può finire come è cominciato. Contro la Spagna, che nella notte di Donetsk ha salvato la buccia ai rigori contro il Portogallo. San Casillas ha tenuto in piedi le Furie dopo l’errore iniziale di Alonso e alla fine la traversa di Alves ha ucciso il sogno di Cristiano Ronaldo, che nemmeno ha avuto modo di avvicinarsi al dischetto. Il verdetto è giusto, tutto sommato. Ma la Spagna è in riserva. Domenica non le sarà facile difendere il titolo.
La partita era cominciata con una sorpresa. Firmata Del Bosque. Tra Fabregas, Torres e Pedro, per l’attacco il ct delle Furie aveva scelto…Negredo, sceso in campo per appena due minuti nelle quattro partite precedenti. Una soluzione che più che altro serviva ad indicare il grande handicap della Spagna euroiridata: l’assenza per infortunio di David Villa ha tolto ai campioni l’uomo ideale, il killer perfetto, il terminale offensivo micidiale.
La mossa si è rivelata un flop: per quasi un’ora il povero Negredo ha recitato la parte de turista per caso, non somigliava a un giocatore ma a Jerry Calà magro. Tanto che a lungo nei paraggi di Patricio, il portiere lusitano, l’iberico più pericoloso è stato Arbeloa. Uno che di professione fa il terzino.
Invece Ronaldo ce l’ha il Portogallo e la straripante condizione del Fenomeno sin dall’inizio ha conferito ai compagni una baldanzosa consapevolezza: alè, ce la possiamo giocare, a viso aperto. Così si è visto un primo tempo che era sì una somma di filosofie contrapposte (la Spagna è un gruppo, i lusitani sono l’Asso più il contorno) ma anche uno show noiosamente equilibrato. In breve: una lagna pazzesca. Iniesta ha avuto un paio di colpi da maestro, ma Patricio non si è sporcato i guantoni e dall’altra parte nemmeno Casillas ha fatto gli straordinari.
Alla distanza, poi, le Furie hanno preso il sopravvento, ma al netto di una clamorosa occasione sprecata da Iniesta nel primo tempo supplementare hanno creato pochino. Così, sono stati i rigori a scegliere la finalista numero uno di Euro2012.
PORTOGALLO (4-3-3): Rui Patricio , Joao Pereira , Bruno Alves , Pepe , Fabio Coentrao ,Meireles (112′ Varela ), Veloso (106′ Custodio ), Moutinho , Cristiano Ronaldo , Hugo Almeida (81′ Nelson Oliveira ), Nani .A disp: Eduardo, Beto, Ricardo Costa, Rolando, Miguel Lopes, Quaresma, Ruben Micael, Hugo Viana, Varela. All: Paulo Bento
SPAGNA (4-3-3): Casillas ; Jordi Alba, Sergio Ramos, Piqué , Arbeloa; Xavi (87′ Pedro), Xabi Alonso, Busquets , David Silva (60′ Jesus Navas), Negredo (54′ Fabregas), Iniesta.
A disp:Victor Valdes, Reina, Juanfran, Raul Albiol, Javi Martinez, Cazorla, Mata, Llorente, Fernando Torres.All.Del Bosque
Ammoniti:Sergio Ramos, Busquets, Arbeloa, Xabi Alonso (S), Coentrao, Pepe, Joao Pereira, Bruno Alves, Veloso (P)
Arbitro: Cüneyt Çakir (TUR).
Stadio: Donbass Arena
Il nostro Europeo può finire come è cominciato. Contro la Spagna, che nella notte di Donetsk ha salvato la buccia ai rigori contro il Portogallo. San Casillas ha tenuto in piedi le Furie dopo l’errore iniziale di Alonso e alla fine la traversa di Alves ha ucciso il sogno di Cristiano Ronaldo, che nemmeno ha avuto modo di avvicinarsi al dischetto. Il verdetto è giusto, tutto sommato. Ma la Spagna è in riserva. Domenica non le sarà facile difendere il titolo.
La partita era cominciata con una sorpresa. Firmata Del Bosque. Tra Fabregas, Torres e Pedro, per l’attacco il ct delle Furie aveva scelto…Negredo, sceso in campo per appena due minuti nelle quattro partite precedenti. Una soluzione che più che altro serviva ad indicare il grande handicap della Spagna euroiridata: l’assenza per infortunio di David Villa ha tolto ai campioni l’uomo ideale, il killer perfetto, il terminale offensivo micidiale.
La mossa si è rivelata un flop: per quasi un’ora il povero Negredo ha recitato la parte de turista per caso, non somigliava a un giocatore ma a Jerry Calà magro. Tanto che a lungo nei paraggi di Patricio, il portiere lusitano, l’iberico più pericoloso è stato Arbeloa. Uno che di professione fa il terzino.
Invece Ronaldo ce l’ha il Portogallo e la straripante condizione del Fenomeno sin dall’inizio ha conferito ai compagni una baldanzosa consapevolezza: alè, ce la possiamo giocare, a viso aperto. Così si è visto un primo tempo che era sì una somma di filosofie contrapposte (la Spagna è un gruppo, i lusitani sono l’Asso più il contorno) ma anche uno show noiosamente equilibrato. In breve: una lagna pazzesca. Iniesta ha avuto un paio di colpi da maestro, ma Patricio non si è sporcato i guantoni e dall’altra parte nemmeno Casillas ha fatto gli straordinari.
Alla distanza, poi, le Furie hanno preso il sopravvento, ma al netto di una clamorosa occasione sprecata da Iniesta nel primo tempo supplementare hanno creato pochino. Così, sono stati i rigori a scegliere la finalista numero uno di Euro2012.
Iscriviti a:
Post (Atom)

